Elogio della Juglans regia

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Alla fine poi ci si arrende, al natale intendo dire, e ci si immerge pure completamente nel clima delle feste e del gozzovigliare.
Il natale poi ti fa tirar fuori un certo romanticismo un po’ sdolcinato, che fa sentire tutti un po’ più buoni, un po’ più generosi, un po’ più vicini alla famiglia, e noi qui a casa, non facciamo eccezione.

Poi c’è la tradizione. Ah! La tradizione! Chi non ci casca dentro quando si tratta del natale!?

Quest’anno invece abbiamo “dribblato” la cosiddetta tradizione culinaria natalizia. Il nostro, infatti, è stato il primo natale vegetariano (tranquilla/o, non ti farò nessuna predica, né tanto meno tenterò di convertirti al vegetarismo).
I nostri figli, promotori di idee fantasiose, si sono lanciati con entusiasmo nella ricerca delle mille e mille ricette che si trovano in rete. È stata una cena molto ben riuscita, gustosa e molto apprezzata, soprattutto dai nostri stomachi!
Non abbiamo quindi seguito le tradizioni delle rispettive famiglie di origine (Lombarda e Danese) che entrambe prevedono il consumo di abbondanti quantità di carne; ma l’assenza della stessa non ha impoverito il pasto, perché quello che non è venuto a mancare sulla nostra tavola è stato il classico cestino con le noci. Infatti, pensando alla cosa che più di tutte fa tradizione e non manca mai a tavola per il natale, è proprio il cestino di noci. Ci avevi mai fatto caso?
Eppure la noce è sempre presente a natale. Un frutto antico, squisito e ricchissimo di sostanze importanti per la nostra alimentazione, che si merita indubbiamente un posto in cima al podio dei menù natalizi.

Ringrazio perciò la Juglans regia di esistere e di regalarci i suoi frutti preziosi insieme alle belle storie che fin dall’antichità l’accompagnano.
Coltiverò questo meraviglioso albero, è deciso, spero tanto di esserne all’altezza, non vedo l’ora di vedere i primi germogli… ma augurami buona fortuna, grazie, che sono ancora principiante!

“Noce
Un albero maestoso, solitario, un po’ magico
Il noce è un albero maestoso. Nessun’altra pianta gli cresce intorno poiché quest’albero produce una sostanza tossica. Il noce viene coltivato dai tempi più remoti per il suo legno, per i frutti commestibili, le noci, e per l’olio che se ne ricava. È anche un albero talvolta considerato simbolo di saggezza, altre volte legato alle divinità dell’inferno e alla stregoneria, come il famoso Noce di Benevento” (dall’Enciclopedia dei ragazzi – treccani.it). Se ti va di leggerla, qui trovi tutta la storia.

Buone feste 🙂

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